Si stima che la prevalenza globale dell’osteoporosi sia approssimativamente del 18%, mentre in Italia è presente intorno al 7% della popolazione e nelle donne viene riscontrata tre volte in più rispetto all’uomo.
Il metodo più utilizzato per la misurazione della densità minerale ossea (BMD) è la mineralometria ossea computerizzata (MOC) e costituisce il miglior parametro di riferimento per la diagnosi dell’osteoporosi. I target di questa metodica sono soprattutto le ossa del rachide lombare e dell’anca.
Mentre il ruolo del calcio e della vitamina D in questa patologia sono stati ampiamente sviscerati, lo zinco ha ricevuto meno attenzione. A questo punto è importante conoscere più a fondo il ruolo di questo micronutriente nell’organismo. Lo zinco agisce come catalitico in almeno 300 enzimi coinvolti in crescita, sviluppo, risposta immunitaria, processi di cicatrizzazione, metabolismo cutaneo – in particolare la sintesi del collagene – e metabolismo del glucosio e dei lipidi.
Il mantenimento dell’omeostasi dello zinco è essenziale per il corretto funzionamento del tessuto muscolare e osseo, influenzando la crescita, la differenziazione e il rimodellamento osseo. Questo micronutriente contribuisce alla sintesi e all’attività di enzimi chiave che sono necessari per la formazione della matrice ossea e per la mineralizzazione.
Inoltre, lo zinco promuove la differenziazione degli osteoblasti, aumenta la produzione della matrice di collagene, stimola la mineralizzazione e modula il turnover osseo, regolando l’attività degli osteoclasti e l’apoptosi; influenza anche la crescita ossea e modula l’attività dei recettori della vitamina D, agendo sulla mineralizzazione e la salute ossea in generale.
Uno studio pubblicato su Medicine ha voluto analizzare l’associazione tra livelli di zinco e densità minerale ossea utilizzando un vasto campione (quasi 30.000 soggetti) composto da adulti statunitensi (dai 20 anni in su), utilizzando dati estrapolati dal National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) 2011-2016.
Precedenti studi avevano indicato che i soggetti con osteoporosi mostrano bassi livelli di zinco rispetto ai soggetti sani di controllo e un apporto insufficiente di zinco è stato associato a un aumento del rischio di osteoporosi e fratture. Al contrario, alte concentrazioni di zinco e un suo corretto apporto con la dieta sono generalmente associati a una maggiore densità minerale ossea.
Questa ricerca ha evidenziato con dati consistenti l’importanza di uno stato adeguato dello zinco come fattore modificabile nel supporto della salute ossea e per la prevenzione dell’osteoporosi.
Bibliografia
Wu Z, et. al. Serum zinc is positively associated with bone mineral density. A cross-sectional of NHANES 2022-2016. Medicine (2025);104:51.