È forse però inaspettato il risultato di un recente studio italiano, che ha voluto esaminare le possibili carenze vitaminiche in medici di medicina generale. L’interesse dei ricercatori si è concentrato in particolare sulle vitamine D, A ed E, correlando gli eventuali deficit con le loro malattie croniche.

Le carenze vitaminiche sono piuttosto diffuse ed è risaputo che possono contribuire allo sviluppo di numerosi disturbi. Tra le vitamine liposolubili la vitamina D, la A e la E sono state ampiamente studiate per le loro diverse funzioni biologiche.

Allo studio, durato dal gennaio 2021 al dicembre 2024, hanno partecipato 500 medici (età media 60 anni, 40.4% di sesso maschile) che operano in 21 studi medici italiani. Sono state loro misurate le concentrazioni della vitamina D, A ed E, considerando i parametri demografici, clinici e biochimici.

Ecco i risultati: le concentrazioni medie della vitamina D erano di 20.4 ng/ml, quindi inferiori ai livelli considerati ottimali, in linea con i dati europei che indicano bassi livelli di questa vitamina nella popolazione europea generale. La sua carenza è collegata in maniera significativa a osteoporosi, ipertensione arteriosa e coronaropatia.

Il ruolo della vitamina D è primariamente riconosciuto nell’omeostasi del calcio e nel metabolismo osseo. In associazione al calcio, la vitamina D può ridurre il rischio di frattura in donne con osteoporosi. Studi recenti indicano che la sua carenza colpisce il 50% o anche più delle popolazioni sia dei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo, con una particolare incidenza tra gli anziani e in alcuni gruppi etnici.

Nello studio le concentrazioni medie di vitamina A e E sono state trovate nella norma.

La vitamina A, sia nella forma di retinolo che in quella dei carotenoidi, è essenziale per la visione, la funzione immunitaria, la differenziazione cellulare e l’integrità epiteliale. La sua carenza è stata praticamente eradicata nei paesi sviluppati. Lo studio ha rilevato una certa complessità tra la relazione dello stato della vitamina A e le malattie croniche, in quanto sia la carenza che il suo eccesso sono stati potenzialmente collegati a esiti avversi per la salute.

La vitamina E, che comprende otto isomeri (quattro tocoferoli e quattro tocotrienoli), agisce primariamente come antiossidante lipofilo, proteggendo le membrane cellulari dal danno ossidativo.

Concludendo, questo studio evidenzia che la carenza di vitamina D è una realtà notevolmente diffusa perfino tra i medici e sottolinea l’importanza del suo monitoraggio costante, e in moltissimi casi, della sua integrazione.

Bibliografia

Baron P, et al. Serum Vitamin D, A, and E Concentrations and Their Associations with Chronic Diseases in Adult Patients Referred to Italian General Pratictioners’ Office. Nutrients 2026;18:943.