8 Aprile 2019

Più inquinamento, meno ragionamento

I risultati di uno studio, nel quale hanno collaborato università statunitensi e cinesi, suggeriscono che una prolungata esposizione all’inquinamento sia nociva per i processi cognitivi, in particolare per la capacità di ragionare.

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Questo studio osservazionale ha raccolto i dati di oltre 30mila persone dai 10 anni in su, valutando giornalmente la qualità dell’aria (biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2), particolato, etc.), con l’Air Pollution Index (API).

I ricercatori hanno osservato il contemporaneo e cumulativo impatto dell’inquinamento sui processi cognitivi, confrontando i punteggi dei test verbali e matematici.

Sono emerse evidenze convincenti che hanno documentato come l’effetto dell’inquinamento dell’aria sui test verbali divenga più pronunciato con l’invecchiamento, specialmente negli uomini e, tra quelli, i meno istruiti.

È stato dimostrato che l’esposizione all’inquinamento atmosferico ha effetti negativi sul processo decisionale (decision making), sull’attitudine al rischio e sul comportamento.

Negli ultimi anni, la maggior parte degli studi ha analizzato gli effetti dell’inquinamento in termini di aspettativa di vita, comportamenti salutistici e demenza, mentre sono limitate le ricerche che riguardano le sue conseguenze sulle capacità cognitive.

Il danno alla capacità cognitiva impedisce inoltre lo sviluppo del capitale umano. Infatti, alcuni studi hanno trovato che l’esposizione all’inquinamento riduce il tasso di scolarizzazione e, di conseguenza, la produttività lavorativa.

Gli Autori concludono raccomandando caldamente di non sottovalutare l’impatto dell’inquinamento atmosferico che può provocare danni che possono richiedere costi di salute ed economici sostanziali.

Bibliografia
Xin Zhanga, Xi Chenb and Xiaobo Zhangd. The impact of exposure to air pollution on cognitive performance. PNAS. September 11, 2018, vol. 115, no. 37:9193–9197.

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