29 Marzo 2019

Melatonina, nuove possibilità

Universalmente nota per il suo ruolo nel ciclo sonno-veglia, la melatonina offre continui spunti alla ricerca. La presente review ha approfondito le possibili applicazioni preventive cardiovascolari di questa straordinaria molecola.

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I disturbi cardiovascolari in Italia sono molto diffusi e, oltre a peggiorare la qualità della vita, rappresentano un elevato costo sociale: da recenti dati emerge che oltre il 23% della spesa farmaceutica italiana è rivolta ai farmaci per il sistema cardiovascolare. Ecco perché la ricerca non smette di sondare aiuti preventivi o trattamenti complementari.

Il mondo scientifico ha cominciato a studiare la melatonina negli anni ’90, e da allora il suo interesse non è mai venuto meno. La melatonina è una molecola presente in ogni microorganismo, pianta o animale; all’interno del nostro organismo la si può trovare in moltissimi tessuti e organi, e il suo contenuto all’interno dei tessuti varia e diminuisce con l’aumento dell’età.
Oltre alla sua ben nota capacità di regolare il ciclo del sonno, sono molte le attività biologiche di cui si sta cercando riscontro clinico: azione antiossidante, protezione gastrointestinale, emicrania – per citarne alcune.

Questa recente review ha fatto il punto della situazione in merito al supporto della melatonina al sistema cardiovascolare.
In un ampio studio epidemiologico, la circolazione notturna di melatonina e la sua presenza nel sangue sono risultate minori in pazienti con patologie coronariche, ipertensione, insufficienza cardiaca e obesità. Nondimeno, l’incidenza di eventi avversi cardiaci aumenta la mattina, quando i livelli di melatonina in circolo sono decisamente bassi. In altri studi bassi livelli di melatonina sono risultati correlati a un maggior rischio di infarto del miocardio in donne con un indice di massa corporea (BMI) alto.
Infine, in due sudi clinici in particolare (per un totale di oltre 100 soggetti), la somministrazione di 10 mg di melatonina ha mostrato un’efficace azione cardioprotettiva in pazienti sottoposti a bypass aortocoronarico.

Pare quindi esista una relazione inversa tra melatonina endogena e disturbi cardiovascolari che, secondo il parere degli Autori, è fondamentale approfondire con ulteriori studi clinici. 

Bibliografia
Jiki Z, Lecour S, Nduhirabandi F. Cardiovascular Benefits of Dietary Melatonin: A Myth or a Reality? Front Physiol. 2018 May 17;9:528.

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