19 Giugno 2020

Kelp, un’alga bruciagrassi

Non parliamo solo del tanto temuto grasso che si teme per la prova costume, ma del colesterolo, un grasso del sangue che rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare. Quali sono le prospettive per la kelp in quest’ambito?

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Utilizzata e studiata principalmente per il controllo del peso, la kelp (Fucus vesiculosus) è un’alga dalle foglie appiattite che cresce sulle sponde degli oceani.

Quest’alga, anche nota come laminaria, deve la sua fama al contenuto di iodio, elemento indispensabile per una corretta funzionalità della tiroide, che permette di assicurare un metabolismo energetico ottimale. La kelp ha infatti dimostrato in numerosi studi di esercitare un’azione antiadipogena e lipolitica nell’organismo.

Particolarmente ricca di minerali, fra cui spiccano iodio, potassio e calcio, è anche una buona fonte di vitamine (soprattutto del gruppo B). Ora però i ricercatori vogliono concentrarsi sui polifenoli ad azione antiossidante, per progettare studi futuri.

I polifenoli, di cui è particolarmente ricca quest’alga, sono composti bioattivi con potenziali effetti anti-iperlipidemici, anti-iperglicemici e anti-infiammatori. Ad oggi infatti, l'indagine sulle alghe brune per modificare l'iperlipidemia è un'area emergente della ricerca scientifica nutrizionale.

Le prove scientifiche attuali per gli effetti anti-iperlipidemici delle alghe brune sono promettenti.

La ricerca ha dimostrato infatti che i polifenoli sono in grado di inibire in vitro un enzima coinvolto nella produzione di colesterolo. Questo effetto è stato tradotto successivamente in riduzioni dei livelli di colesterolo totale, trigliceridi (TG) e lipoproteine ​​a bassa densità (LDL), dopo 5 settimane di trattamento con lo stesso estratto di polifenoli in modelli animali sottoposti ad una dieta ricca di grassi.

La modulazione dei fattori di rischio cardiovascolare utilizzando i polifenoli bioattivi può pertanto rappresentare una strategia utile per la prevenzione di malattie cardiovascolari, spesso correlate a obesità.

Sono quindi partiti da questo fondamentale concetto i ricercatori che hanno ideato un innovativo protocollo di studio, mirato a esaminare proprio gli effetti di un estratto di kelp sull'iperlipidemia a digiuno, sull'iperglicemia e sull'infiammazione.

Per lo studio sono stati arruolati 58 soggetti con livelli elevati di colesterolo, in sovrappeso o obesi i quali, suddivisi in 2 gruppi, riceveranno giornalmente 2000 mg di kelp o un placebo, per un periodo di 12 settimane.

Questo studio sarà il primo a esaminare gli effetti della supplementazione con un estratto di F. vesiculosus ricco di polifenoli in una popolazione australiana, oltre che essere il primo a studiare gli effetti di un estratto di alghe marroni ricco in polifenoli sui marker infiammatori nell'uomo.

Per miliardi di persone in tutto il mondo, sovrappeso e obesità sono un problema irrisolvibile, che li espone ad un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Pare quindi che quest’alga bruna possa inserirsi molto bene in un quadro di prevenzione cardiovascolare. Restiamo quindi in attesa di importati aggiornamenti.

Bibliografia
Murray M, Dordevic AL, Cox KHM, Scholey A, Ryan L, Bonham MP. Study protocol for a double-blind randomised controlled trial investigating the impact of 12 weeks supplementation with a Fucus vesiculosus extract on cholesterol levels in adults with elevated fasting LDL cholesterol who are overweight or have obesity. BMJ Open 2018;8:e022195.