28 Giugno 2019

Inquinamento: rughe e rischio di malattie

Durante la nostra esistenza siamo esposti a varie sostanze nell’ambiente tra cui metalli tossici, inquinanti organici persistenti e altri agenti contaminanti. Ma che segni lasciano nel corpo, dove colpiscono, come proteggerci?

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La recente letteratura scientifica ha osservato il collegamento tra alcuni inquinanti ambientali e lo sviluppo di malattie, la diminuzione della durata della vita e segni di invecchiamento prematuro, come rughe e macchie cutanee. Ma, è possibile scoprire se è in corso un processo di accelerazione dell’invecchiamento a livello cellulare, in persone sane esposte agli inquinanti?

Ebbene, questa domanda se la sono posta la dr.ssa Plusquin e colleghi dell’Università Hasselt, Belgio. I ricercatori si sono anche chiesti se un solo inquinante o una loro combinazione potesse influire sul contenuto del DNA mitocondriale o sulla lunghezza dei telomeri nelle persone.

L’esposizione prolungata agli inquinanti è associata a un esordio prematuro di malattie associate all’invecchiamento. Ad esempio, la presenza nell’organismo di metalli tossici come piombo, alluminio e cadmio esercita effetti neurotossici che possono contribuire allo sviluppo di malattie come il morbo d’Alzheimer.

Alcuni inquinanti ambientali causano il rilascio di specie reattive dell’ossigeno dal mitocondrio – la centrale elettrica della cellula – che danneggiano il DNA provocando infiammazione. Anche i telomeri – parte terminale del DNA che determina la durata di vita di ciascuna cellula – sono sensibili allo stress ambientale: telomeri corti sono indice di invecchiamento precoce, mentre una loro lunghezza anomala è osservata nelle cellule cancerose.

Per scoprirlo, Plusquin e colleghi hanno ricercato la presenza di alcuni inquinanti prelevando campioni di sangue e urine di 175 adulti (50-65enni) che partecipavano al Flemish Environment and Health Study. Il team di ricercatori ha analizzato il contenuto del DNA mitocondriale e la lunghezza dei telomeri dal sangue dei partecipanti. Gli studiosi hanno usato strumenti in grado di scoprire più inquinanti simultaneamente, rilevando, ad esempio, che le persone con alti livelli di rame nelle urine e di acido sulfonico di perfluoroesano avevano un contenuto di DNA mitocondriale ridotto, mentre alti livelli di rame nelle urine e di acido perfluoroottanoico nel siero erano associati a telomeri corti. Ma alcuni inquinanti sono stati associati sia ad un alto contenuto di DNA che a telomeri lunghi.

Queste ricerche suggeriscono che gli inquinanti possono influenzare i segni molecolari dell’invecchiamento, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per determinare i meccanismi e gli effetti biologici.

Bibliografia
Vriens A et al. Exposure to Environmental Pollutants and Their Association with Biomarkers of Aging: A Multipollutant Approach. Environ Sci Technol. 2019 May 21.

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