7 Luglio 2017

Ginkgo, quando i neuroni sono stanchi

La millenaria tradizione orientale lega il Ginkgo al benessere cognitivo. Negli ultimi anni si stanno conducendo nuovi studi clinici per comprovarne l’efficacia: ecco i risultati di uno dei più recenti.

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Da sempre la medicina tradizionale orientale ha fatto uso del ginkgo biloba per curare i disturbi cardiaci, bronchiali, digestivi e le difficoltà circolatorie in genere; in passato i guaritori indiani lo associavano alla longevità. Negli ultimi anni, questo albero antico e maestoso è entrato a pieno titolo tra le piante medicinali più amate in Europa.

Di recente un’équipe di studiosi croati ha condotto uno studio randomizzato in doppio-cieco placebo controllato, con lo scopo di determinare efficacia e sicurezza dell’estratto di ginkgo biloba in pazienti con una diagnosi di deficit cognitivo vascolare.

Infatti, la sua azione nutritiva e protettiva nei confronti dei neuroni corticali e cerebrali era già emersa in studi passati.

A 90 individui sopra i 67 anni (uomini e donne) sono stati somministrati 120 mg di ginkgo biloba, 60 mg di ginkgo biloba o un placebo, per 6 mesi.

Al termine del periodo di somministrazione, la Clinical Global Impression dei due gruppi di ginkgo ha mostrato un miglioramento statistico significativo rispetto al gruppo placebo, con una percentuale molto contenuta di effetti collaterali.

Analizzando i risultati, gli studiosi affermano che gli estratti standardizzati di ginkgo biloba sono in grado di rallentare il deficit cognitivo nei pazienti. 

Bibliografia
Demarin V, Bašić Kes V, Trkanjec Z, Budišić M, Bošnjak Pašić M, Črnac P, Budinčević H. Efficacy and safety of Ginkgo biloba standardized extract in the treatment of vascular cognitive impairment: a randomized, double-blind, placebo-controlled clinical trial, Browse Journal / Neuropsychiatric Disease and Treatment. Feb 2017.