13 Agosto 2019

Con il selenio migliori l’immunità

Il sistema immunitario viene influenzato dai livelli di selenio nella dieta e dall'espressione di selenoproteine. È quanto emerge da una review che dettaglia il ruolo di questo micronutriente e i benefici della sua integrazione.

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Il ruolo del selenio è stato chiarito solo dopo la seconda metà del Novecento, quando è stato definito un minerale traccia e sono stati compresi i meccanismi attraverso i quali esercita i suoi effetti biologici.

Il selenio svolge svariate funzioni per la salute umana, agendo su diversi processi biologici che coinvolgono, per esempio, il sistema nervoso centrale, la biologia riproduttiva maschile, il sistema endocrino, la funzione muscolare, il sistema cardiovascolare e l’immunità.

Nello specifico, parlando di sistema immunitario, molte condizioni patologiche sono influenzate dai livelli di selenio nell’organismo, che a sua volta dipende da diversi fattori come i livelli e le forme di selenio assunto, la conversione dei composti del selenio in metaboliti e le caratteristiche genetiche che possono influenzare l’utilizzo di questi metaboliti.

La carenza di selenio non è frequente, ma Cina, Nuova Zelanda e parti dell'Europa e della Russia hanno bassi livelli di questo micronutriente nel suolo e negli alimenti.

Le fonti alimentari di selenio sono molte, tra cui cereali, verdure, frutti di mare, carne, latticini e noci e la forma predominante di selenio in essi contenuta è la selenometionina. Il selenio viene poi metabolizzato in vari composti, tra cui le selenoproteine, una famiglia di proteine responsabile della maggior parte degli effetti del selenio sulle funzioni immunitarie. La carenza di selenio, pertanto, potrebbe provocare un malfunzionamento della risposta immunitaria, portando ad una maggiore suscettibilità alle infezioni. Inoltre, esistono prove del fatto che il selenio possa modulare i sintomi che accompagnano le malattie infiammatorie croniche nell'intestino e nel fegato.

L’integrazione di selenio ha prevalentemente un’azione immunostimolante, che viene misurata da una vasta gamma di parametri tra cui la proliferazione delle cellule T, l'attività delle cellule NK, le funzioni delle cellule immunitarie innate e molti altri. La sua azione dipende dai livelli basali di selenio nell’organismo, con effetti migliori quando l'integrazione avviene in presenza di una carenza. Inoltre, in seguito all’assunzione di alimenti arricchiti con selenio, è stata dimostrata l'attivazione dei leucociti nel sangue umano.

Inoltre, anche la risposta ai vaccini, come quello del poliovirus, è migliorata in seguito a supplementazione con selenio.

Se quindi in passato il ruolo del selenio è rimasto per molto tempo incerto, oggi abbiamo conferme circa il suo coinvolgimento positivo a livello immunitario. Un approccio innovativo proposto dai ricercatori è quello della manipolazione delle singole selenoproteine, processo che potrebbe fornire maggiori dettagli sul loro coinvolgimento nella risposta immunitaria, analizzandone in modo preciso i meccanismi molecolari.

Bibliografia
Avery JC, Hoffmann PR. Selenium, Selenoproteins, and Immunity. Nutrients. 2018 Sep 1;10(9). pii: E1203.

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