2 Novembre 2018

Tutto muscoli e niente cervello? Non è così

Per invecchiare bene è fondamentale preservare l’attività cerebrale ponendo particolare attenzione allo stato nutrizionale e all’attività fisica. Fin qui nulla di nuovo, ma è proprio vero il detto “tutto muscoli e niente cervello”?

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Sembrerebbe di no. Infatti, un recente studio pubblicato su Frontiers in Aging Neuroscience ha voluto verificare se la plasticità sinaptica (capacità del sistema nervoso di modificare le relazioni interneuronali, instaurandone di nuove o eliminandone alcune, per regolare le attività cerebrali quali l'apprendimento, la memoria e le capacità intellettive) potesse essere collegata con l’attività fisica, la nutrizione e lo stato cognitivo.

I 36 partecipanti reclutati per lo studio sono stati sottoposti a stimolazione magnetica transcranica e a stimolazione nervosa periferica, per indurre sperimentalmente plasticità sinaptica a breve termine.
I risultati hanno dimostrato che l’attività fisica può rinforzare le strutture neuronali, la plasticità sinaptica e la trasmissione neuronale e nei partecipanti che praticavano esercizio costante è stato osservato l’aumento del volume dell’ippocampo, area del cervello che svolge un ruolo fondamentale nei processi dell’apprendimento e della memoria, soprattutto nel consolidamento della memoria breve in memoria a lungo termine. In più, i soggetti fisicamente attivi avevano maggiori risorse per migliorare il lavoro motorio rispetto ai loro coetanei sedentari.

Anche la nutrizione sembra influenzare la neurogenesi e la formazione di sinapsi e specifici nutrienti come il DHA (acido docosaesaenoico) e colina sono necessari per la formazione delle membrane neuronali e quindi delle sinapsi. Alcuni integratori come omega-3, aminoacidi, polifenoli, o cambiamenti nella dieta possono prevenire o posticipare il declino cognitivo.

Riassumendo: per combattere l’invecchiamento cerebrale è necessario preservare la plasticità neuronale.
E come si preserva la plasticità neuronale? Più movimento e una corretta nutrizione.
Infatti, identificando i fattori comportamentali che rallentano i processi di invecchiamento può aiutare a combattere la debolezza, ad essere più indipendenti e vivere una vita più serena. 

Bibliografia
Schättin A et al. Physical Activity, Nutrition, Cognition, Neurophysiology, and Short-Time Synaptic Plasticity in Healthy Older Adults: A Cross-Sectional Study. Front. Aging Neurosci. August 2018. Volume 10. Article 242.

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