7 Dicembre 2018

La vitamina D rinforza la fragilità ossea

In Italia circa 5 milioni di persone soffrono di osteoporosi, che espone a fratture una donna su due over 70. Ogni anno circa 80 mila persone sopra i 65 subiscono la rottura del femore. Scopriamo di più sul ruolo della vitamina D!

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Un’équipe europea ha recentemente condotto uno studio per valutare l’effetto di una dieta formulata ad hoc (chiamata NU-AGE: sulla base della dieta mediterranea sono stati aggiunti alcuni bisogni specifici legati all’età) sull’indice di infiammazione, la densità minerale ossea (BMD) e i biomarker di degradazione delle ossa e del collagene nella popolazione europea anziana, incluso un campione di partecipanti italiani.

Sono stati incrociati i dati di un anno da 5 centri europei, per un totale di 1294 partecipanti, età media 70 anni. I volontari sono stati suddivisi in due gruppi, uno dei quali doveva seguire la dieta NU-AGE con l’integrazione di 10 µg (400 u.i.) di vitamina D al giorno, mentre l’altro ha ricevuto opuscoli informativi sui valori nutrizionali degli alimenti sani presenti nel loro Paese.
Il campione di partecipanti italiani ha mostrato che chi seguiva la dieta fornita aveva maggiori punteggi nella densità minerale ossea.

Dall’analisi dei dati raccolti è emerso che nei soggetti con osteoporosi del gruppo che aveva assunto la vitamina D si è verificata una significativa riduzione della perdita ossea legata al collo femorale. In precedenti studi si erano registrati margini di miglioramento della densità ossea ancora maggiori con la somministrazione di 25 µg (1000 u.i.) di vitamina D al giorno.

 

Bibliografia
Jennings A et al. A Mediterranean-like dietary pattern with vitamin D3 (10 µg/d) supplements reduced the rate of bone loss in older Europeans with osteoporosis at baseline: results of a 1-y randomized controlled trial. Am J Clin Nutr. 2018 Jul 11. 

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