8 Maggio 2020

Acidi grassi e popolazione vegetariana

La popolazione vegetariana è in continua crescita. L’ampia offerta di prodotti certificati vegan non è sufficiente: è fondamentale fornire informazioni adeguate e aggiornate alle persone che fanno questa scelta.

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Dagli ultimi dati Eurispes (gennaio 2020), continua la crescita della popolazione vegana (2,3%) e vegetariana (6,7%) nel nostro Paese: un totale dell’8,9% degli italiani rientra in questa categoria alimentare. Dopo una battuta d’arresto lo scorso anno, l’amore per se stessi (salute e benessere) e il rispetto per il mondo animale hanno dunque ripreso ad influenzare le scelte alimentari di molte persone.

Ancora di più, perciò, risulta fondamentale un’adeguata informazione scientifica riguardo lo status nutrizionale di questi soggetti.

Questo recente studio ha determinato il profilo in acidi grassi tra un gruppo vegetariano e uno vegano, per un totale 104 adulti che si sono coinvolti volontariamente.

Alcuni dati sono stati raccolti tramite questionari, come le abitudini di vita e il consumo di alimenti o integratori di omega-3. Sono poi stati valutati BMI, pressione sanguigna e grasso addominale; sono stati fatti prelievi di sangue per analizzare alcuni valori come acidi grassi, glucosio, lipidi, omocisteina, insulina e leptina. I partecipanti sono quindi stati classificati in tre gruppi, in base alla percentuale di omega-3 e omega-6 presenti nel siero.

Il primo dato emerso dai risultati che i Ricercatori mettono in evidenza riguarda tutti e tre i gruppi, con differenze irrilevanti: il rischio cardiovascolare si è mostrato molto basso e la sensibilità insulinica alta.

L’acido grasso maggiormente rilevato è l’acido linoleico (GLA), seguito dagli acidi oleici e palmitici.

Al contrario, i livelli di EPA e DHA nel sangue sono risultati bassi. Tra i partecipanti, coloro che integravano avevano livelli molto più elevati di EPA, rispetto a chi non lo faceva, e il consumo frequente di semi di lino è risultato associato ad un maggior livello di acido alfa linoleico.

Ad ogni modo, come evidenziano in conclusione gli Autori, né l’integrazione di omega-3 né l’alimentazione hanno inciso nella variazione dei livelli di DHA in questo campione di popolazione vegetariana.

Bibliografia
Salvador AM, García-Maldonado E, Gallego-Narbón A, Zapatera B, Vaquero MP. Fatty Acid Profile and Cardiometabolic Markers in Relation with Diet Type and Omega-3 Supplementation in Spanish Vegetarians. Nutrients. 2019 Jul 20;11(7).