Richiamando alla mente il piacere sperimentato, il cervello sprigiona delle sostanze che rinforzano quello stimolo e lo rimarcano; il resto lo fa la memoria, che imprime l’esperienza nel ricordo del soggetto, così che egli la possa in futuro ricreare o ricercare.
Si tratta del sistema di ricompensa, insito nel cervello di esseri umani e animali. Un’eccessiva sensibilità a questo meccanismo è stato riconosciuto come il tratto comune in molti disturbi neuropsichiatrici, che si manifesta come impulsività nei confronti di uno stimolo previsto. È il procedimento alla base delle dipendenze: come è facile immaginare gioco compulsivo, binge eating (ingestione incontrollata di cibo) o tossicodipendenza hanno origine proprio qui. Riuscire a intervenire a questo livello potrebbe, senza dubbio, soccorrere moltissime persone. 

Su questa scia, un’équipe medica della Standford University durante una prima fase di studio sui topi, ha individuato particolari oscillazioni nel nucleus accumbens (parte del circuito di ricompensa del cervello) prima della ricompensa alimentare. Gli Autori hanno quindi inviato impulsi elettrici in quella regione, e come risultato i topi hanno ridotto significativamente le consuete abbuffate. Questa stessa oscillazione è stata osservata preliminarmente anche nel cervello umano.

I ricercatori vorrebbero poterla utilizzare per fornire un aiuto efficace nella gestione dei disturbi ossessivo-compulsivi.

 

Bibliografia
Wu H et al. Closing the loop on impulsivity via nucleus accumbens delta-band activity in mice and man. Proc Natl Acad Sci U S A. 2018 Jan 2;115(1):192-197.