11 Settembre 2020

Aggiornamenti di immunologia nutrizionale

Tra i fattori che influenzano la risposta immunitaria vi è la nutrizione: nasce a tal proposito l’immunologia nutrizionale, il cui compito è identificare i fattori dietetici essenziali per l’equilibrio immunologico: una review li riassume.

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Esiste una considerevole eterogeneità tra gli individui per quanto riguarda il vigore della funzione immunologica, che in gran parte dipende da fattori quali genetica, ambiente, stile di vita, nutrizione e l'interazione di tutti questi fattori.

La nutrizione è un fattore modificabile, che ha un notevole impatto sulla funzione immunitaria, motivo per cui è stata studiata per diversi decenni, portando la ricerca a specializzarsi in questo ambito come immunologia nutrizionale.

Come con altri sistemi corporei, un corretto funzionamento del sistema immunitario dipende da nutrienti adeguati: è stata infatti ben documentata la stretta relazione tra stato nutrizionale e la resistenza dell'ospite alle infezioni.

È ormai noto che la carenza o inadeguatezza nutrizionale può compromettere le funzioni immunitarie. Prove crescenti suggeriscono che un maggiore apporto (al di sopra dei livelli attualmente raccomandati) di alcuni nutrienti possa aiutare a ottimizzare le funzioni immunitarie, incluso il miglioramento della funzione di difesa e quindi la resistenza alle infezioni, mantenendo una buona tolleranza dell’organismo nei confronti di quella sostanza.

La review in questione, pubblicata su Frontiers in immunology, ha fatto il punto sui principali agenti che rivestono un ruolo positivo sulla funzione immunitaria: omega-3, micronutrienti quali zinco, vitamina D e vitamina E e altri alimenti funzionali tra cui emergono i probiotici e alcune componenti del tè verde.

Tra i principali meccanismi d’azione che questi nutrienti eserciterebbero, emerge l’inibizione dei mediatori proinfiammatori, la promozione delle funzioni antinfiammatorie, la modulazione dell'immunità cellulo-mediata, e la comunicazione tra il sistema immunitario innato equello adattivo.

Sia gli studi sugli animali che quelli clinici condotti sull'uomo presentano risultati promettenti, che suggeriscono un beneficio clinico della vitamina D, degli omega 3 e delle catechine del tè verde (le EGCG, epigallocatechina gallato) per quanto riguarda i disturbi autoimmuni e infiammatori. Notevoli benefici per il controllo delle infezioni sono invece emersi con l’utilizzo della vitamina D, della vitamina E, dello zinco e dei probiotici.

Stiamo entrando nella stagione autunnale, pertanto, che sia a tavola o che si opti per l’assunzione di un integratore alimentare, assicuriamoci di introdurre nel nostro organismo le giuste risorse per sostenere le nostre difese naturali.

Bibliografia
Wu D, Lewis ED, Pae M, Meydani SN. Nutritional Modulation of Immune Function: Analysis of Evidence, Mechanisms, and Clinical Relevance. Front immunol. 2019 Jan.