27 Novembre 2014

Il consumo di bioflavonoidi favorisce un sano invecchiamento

In numerosi studi l’apporto di flavonoidi con la dieta è stato associato alla riduzione di disturbi cronici quali malattie cardiovascolari, ipertensione, ictus, cancro, diabete e malattie neurodegenerative.

Stampa

In questo studio è stata esaminata la relazione tra consumo di flavonoidi e prospettiva di un sano invecchiamento in quasi 14mila donne, che negli anni 1984-86 erano cinquantenni e partecipavano al Nurses’ Health Study.

Le donne non erano affette da malattie croniche importanti e hanno fornito informazioni sulla qualità del loro invecchiamento per una media dei 15 anni successivi.

Con l’ausilio di un questionario alimentare, nelle partecipanti è stato verificato l’effetto dell’apporto di sei principali sottoclassi di flavonoidi sulla base del consumo medio di alimenti ricchi di questi principi attivi.

Per gli Autori dello studio la definizione “sano” è stata ottenuta comparando il consueto stato di invecchiamento a 70 anni: l’invecchiamento “in buona salute” è stato calcolato basandosi sulla sopravvivenza fino e oltre i 70 anni con il mantenimento di quattro parametri di salute (nessuna malattia cronica o disturbi maggiori nella sfera cognitiva, fisica o mentale).

L’11% delle donne sopravvissute fino a o più di 70 anni di età (n° 1517) si sono avvicinate ai parametri richiesti per un “sano invecchiamento”.

Le partecipanti che presentavano un consumo consistente di alcuni flavonoidi hanno mostrato maggiori probabilità di un sano invecchiamento rispetto a quelle con un consumo minore.

I flavonoidi associati a maggiori probabilità di salute e benessere per un sano invecchiamento sono stati: flavoni (come la rutina, 32%), flavanoni (ad es. l’esperidina, 28%), antocianine (OCP, mirtillo, uva rossa, 25%) e flavonoli (quercetina, 18%).

Bibliografia
Samieri C, Sun Q, Townsend MK, Rimm EB, Grodstein F. Dietary flavonoid intake at midlife and healthy aging in women. Am J Clin Nutr. 2014 Dec;100(6):1489-97.